05 Agosto 2026
Il 3 agosto 2026 l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha comunicato l'avvio di un'attività di monitoraggio sulle attestazioni OIV/ODV relative all'annualità 2024, invitando gli enti destinatari a compilare un questionario dedicato. L'iniziativa chiude il cerchio sul ciclo di attestazione precedente, in vista dell'avvio del nuovo ciclo relativo all'annualità 2025.
Chi segue con continuità l'evoluzione del sistema di verifica degli obblighi di trasparenza sa che il meccanismo delle attestazioni OIV non si esaurisce mai in un singolo adempimento annuale. Ogni ciclo genera una coda di situazioni da definire, e la comunicazione diffusa da ANAC lo scorso 3 agosto ne è la conferma più recente: prima di lanciare il nuovo ciclo di attestazione sull'annualità 2025 - quello disciplinato dalla Delibera n. 168/2026 - l'Autorità intende chiudere ordinatamente le partite ancora aperte sull'annualità 2024, quelle regolate dalla Delibera n. 192 del 7 maggio 2025.
Vale la pena ricordare, per chi non abbia seguito quella fase, cosa disponeva esattamente quel provvedimento, perché è proprio a quella cornice che la nuova comunicazione di agosto fa riferimento.
Il provvedimento, adottato dal Consiglio dell'Autorità e sottoscritto dal Presidente Giuseppe Busia, dà attuazione al potere di controllo che l'art. 45 del d.lgs. 33/2013 attribuisce ad ANAC sull'esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione, in raccordo con la funzione attestativa che l'art. 14, co. 4, lett. g), del d.lgs. 150/2009 assegna agli OIV o agli organismi con funzioni analoghe.
La delibera individua un perimetro soggettivo molto ampio - pubbliche amministrazioni ex art. 2-bis, co. 1, d.lgs. 33/2013, ordini professionali, enti pubblici economici, società ed enti di diritto privato in controllo pubblico, società partecipate non di controllo, associazioni e fondazioni con bilancio superiore a 500.000 euro - e per ciascuna categoria seleziona un paniere mirato di obblighi da sottoporre a verifica: per le amministrazioni pubbliche, ad esempio, consulenti e collaboratori, personale e incarichi dirigenziali, bandi di concorso, bandi di gara e contratti, bilanci, informazioni ambientali e la sezione anticorruzione.
La scelta non è casuale, ma segue un criterio di rotazione tematica e di rilevanza rispetto all'uso delle risorse pubbliche: non a caso, per il 2024 l'attenzione si è concentrata in particolare su bandi di gara - alla luce del primo anno di applicazione del Codice dei Contratti Pubblici e degli obblighi di trasmissione alla BDNCP - e su consulenti e collaboratori, con specifico riguardo alle attestazioni sull'assenza di conflitti di interesse.
Su questo perimetro, la delibera ha scandito un percorso a tre passaggi, ciascuno con una propria finestra temporale: una fase di rilevazione, condotta dagli OIV tramite l'applicativo web dell'Autorità a partire dal 3 giugno 2025 e pubblicata dai RPCT entro il 15 luglio 2025; un'eventuale fase di monitoraggio, per gli enti che non avevano raggiunto il pieno assolvimento su tutti gli indicatori di qualità (pubblicazione, completezza di contenuto, completezza rispetto ai soggetti tenuti, aggiornamento, formato), da condurre fino al 30 novembre 2025; e, per le situazioni ancora non sanate a quella data, la predisposizione di un elenco delle inadempienze residue, da pubblicare entro il 15 gennaio 2026. Un'inadempienza persistente, ricorda la stessa delibera, può tradursi in responsabilità dirigenziale e in un elemento di valutazione negativa ai fini della performance individuale.
È qui che si inserisce il riferimento al paragrafo 7.2 richiamato nella comunicazione del 3 agosto, che la delibera intitola espressamente "Vigilanza d'ufficio". Si tratta di una previsione diversa e ulteriore rispetto alle tre fasi appena descritte, che restano di competenza degli OIV e dei RPCT. Il paragrafo 7.2 riguarda infatti il potere dell'Autorità di verificare direttamente, su un campione di soggetti obbligati, se il documento di attestazione sia stato effettivamente pubblicato entro le scadenze previste e se i suoi contenuti corrispondano a quanto realmente presente nella sezione "Amministrazione trasparente".
In altre parole, con l'iniziativa di agosto, ANAC non sta chiedendo agli enti di ripetere le tre fasi già concluse, ma sta esercitando il proprio ruolo di controllore di secondo livello su come quelle fasi si siano effettivamente svolte, anche allo scopo - esplicitato nella stessa delibera - di segnalare agli organi di indirizzo eventuali discordanze tra attestato e pubblicato. Non va peraltro dimenticato che, a valle di questa vigilanza, la delibera prevede la possibilità di un successivo controllo documentale da parte della Guardia di Finanza su un campione casuale di soggetti, a riscontro dell'esattezza dei dati attestati.
La novità pratica della comunicazione del 3 agosto riguarda le modalità con cui l'Autorità intende portare a compimento questa attività di vigilanza sull'annualità 2024. ANAC ha infatti trasmesso alle amministrazioni interessate una comunicazione contenente un link a un questionario dedicato, la cui compilazione è ritenuta necessaria per completare il riscontro in corso.
Per i RPCT e gli OIV destinatari della comunicazione, questo si traduce in un'attività concreta e a scadenza ravvicinata: verificare la ricezione della nota ANAC, ripercorrere lo stato delle proprie attestazioni 2024 - rilevazione, eventuale monitoraggio, eventuale elenco delle inadempienze - così come effettivamente pubblicate nella sezione "Amministrazione trasparente" o "Società trasparente", e procedere senza indugio alla compilazione del questionario secondo le indicazioni fornite. È il momento, in altre parole, di verificare che quanto attestato all'epoca coincida ancora con quanto oggi risulta pubblicato sul sito.
La scelta di ANAC di sollecitare ora questo riscontro sull'annualità 2024 assume un significato preciso se letta in combinato con l'avvio, già annunciato, del nuovo ciclo di attestazione per l'annualità 2025. L'Autorità ha esplicitamente dichiarato l'obiettivo di definire tutti i procedimenti pendenti relativi al 2024 prima dell'apertura del nuovo ciclo, evitando così che si accumulino arretrati tra un'annualità e l'altra e garantendo che ciascun ciclo di verifica parta su basi ordinate.
Per le Pubbliche Amministrazioni, questo significa che eventuali incongruenze non ancora chiarite sull'annualità 2024 rischiano di sovrapporsi, in termini di carico di lavoro per OIV e RPCT, con i nuovi adempimenti già in calendario per il 2025 disciplinati dalla Delibera n. 168/2026. Rispondere tempestivamente alla richiesta ANAC non è quindi solo un dovere procedurale, ma una scelta di buona organizzazione interna.
Episodi come questo confermano quanto la gestione degli obblighi di trasparenza richieda oggi un monitoraggio continuativo, e non più solo un adempimento a scadenza fissa. La sovrapposizione tra cicli di attestazione differenti, l'evoluzione degli schemi di pubblicazione e il rafforzamento degli strumenti di verifica automatizzata da parte di ANAC - dalla Piattaforma Unica della Trasparenza al tool TrasparenzAI - delineano un contesto in cui la capacità di reagire rapidamente alle comunicazioni dell'Autorità diventa un fattore critico di successo.
ISWEB affianca da anni le Pubbliche Amministrazioni nella gestione strutturata degli obblighi di trasparenza, supportando RPCT, OIV e uffici di riferimento nella verifica costante dello stato di conformità delle sezioni di Amministrazione Trasparente e nella gestione tempestiva degli adempimenti previsti.
Scopri come il PAT - Portale Amministrazione Trasparente - semplifica il monitoraggio degli obblighi di pubblicazione.
Il nostro team commerciale è pronto a fornirti tutta l'assistenza e la documentazione necessaria per le tue procedure d'acquisto. Seleziona il servizio di tuo interesse per essere messo in contatto con il consulente ISWEB più adatto a supportare.
Hai bisogno di: